Questa è un’altra specialità particolare del borgo, infatti essendo sempre un prodotto estivo da utilizzare tutto l’inverno, doveva essere fatto a regola d’arte perchè così si manteneva integro e non si alterava durante il periodo di conservazione. Le papacelle sono un tipo di peperoni piccolini e tondetti , come venivano fatte? Le papacelle sott’olio erano una specialità da utilizzare nei giorni di festa. Le papacelle rosse venivano pulite dal gambo e dai semi senza tagliarle restando intere per poi farle ripiene, poi si lavavano e si mettevano a bollire per un quarto d’ora in acqua e aceto e poi si tiravano via. Dopo la cottura si facevano scolare bene di tutta l’acqua e si riempivano con un ripieno fatto di peperoni, acciughe, capperi e olive e poi si mettevano dentro barattoli di vetro precedentemente sterilizzati ( bolliti per circa 5 minuti in acqua bollente) e si coprivano di olio extravergine d’oliva oppure olio di oliva e si chiudevano ermeticamente e si conservavano in un luogo asciutto e al riparo dalla luce ( di regola era la cantina).
Per fare questa specialità molto diffusi in tempi remoti in questo borgo, si prendevano le melanzane, si lavavano con acqua e aceto, poi si facevano bollire in acqua e aceto una decina di minuti e poi si scolavano bene da tutta l’acqua della cottura e si mettevano dentro barattoli di vetro precedentemente sterilizzati ( bolliti per circa 5 minuti in acqua bollente) e si coprivano di olio extravergine d’oliva oppure olio di oliva e si chiudevano ermeticamente e si conservavano in un luogo asciutto e al riparo dalla luce ( di regola era la cantina).Queste melanzane sono ottime anche sulla pizza di pomodoro oppure servite con la salsiccia arrostita.
Questo è un piatto classico del posto, come del resto di tutto il paese, un piatto molto sostanzioso che in epoca remota gli uomini di casa apprezzavano tanto, dato che dava tanta energia che a loro serviva per lavorare i campi. Come veniva preparato questo piatto, ebbene si faceva soffriggere la cipolla con i fagioli ( cannellini) e poi dopo averli insaporiti con aromi semplici, vi si aggiungevano le cotiche di maiale, le quali si lasciavano cucinare insieme ai fagioli molto lentamente tenendo sempre cura di non farli attaccare alla pentola, anzi, dovevano essere molto in umido, così da avere un sugo per bagnarci il pane fatto in casa.
Questo tipo di conserva veniva fatta tra il mese di giugno e luglio e che veniva consumata per colazione tutto l’inverno oppure utilizzata per fare delle deliziose costate. Quando iniziava il periodo di maturazione delle more, si andava verso la montagna appena sopra Borgo San Mauro ” ‘a Monte ‘i Ciucci” dove vi erano tante piante di more per raccoglierle portarle a casa. Con le more raccolte ci si facevano tante cose, tra cui la conserva o la marmellata di more.
Vi assicuro era buonissima la conserva di mora, ma come si faceva?
Si raccoglievano le more mature ( nere) e si lavavano e si mettevano in una pentola con zucchero e acqua e si mettevano a bollire per circa un’ora o più, aggiungendo un addensante naturale e poi quando diventava della consistenza giusta si toglieva dal fuoco e si lasciava raffreddare un poco e poi si metteva in barattoli sterilizzati precedentemente ( fatti bollire per circa 5 minuti in acqua bollente), poi venivano chiusi ermeticamente e posti a testa in giù a far raffreddare completamente per un giorno circa.
Dopo si conservava in luogo asciutto e al buio ( cantina) per tutto l’inverno.